Nel 2025, “Una Terra Inclusiva” è stato il progetto che ha rimesso la terra al centro della vita comunitaria nelle aree interne del Gennargentu-Mandrolisai. Nato nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) e attuato dalla Comunità Montana Gennargentu-Mandrolisai, l’intervento ha mobilitato 600.000 euro per trasformare terreni abbandonati in campi di competenze, dignità e nuove economie locali.
Territori fragili, risorse vive
L’iniziativa ha coinvolto diversi comuni montani, ricchi di saperi agricoli e identità culturali ma segnati da spopolamento, invecchiamento e abbandono dei terreni. In questo contesto, il recupero delle superfici incolte non è stato solo un gesto ambientale: ha contrastato il declino demografico, rafforzato la coesione sociale e riacceso la vitalità economica delle comunità.
Inclusione che genera sviluppo
“Una Terra Inclusiva” è stato un progetto di rigenerazione territoriale e sociale. La sua idea chiave è stata semplice e potente: offrire a persone in fragilità (giovani in cerca di prima occupazione, disoccupati di lungo periodo, soggetti vulnerabili) un ruolo attivo attraverso il lavoro agricolo.
La rimessa in coltivazione dei terreni è stata affiancata da percorsi di inserimento socio-lavorativo e da moduli formativi mirati, così da restituire prospettiva alle persone e valore ai luoghi.
Tradizione, innovazione, cooperazione
Il progetto ha recuperato pratiche agricole tradizionali – frutticoltura di montagna, frutta a guscio (nocciole e mandorle), orticoltura di piccola scala – integrandole con tecniche a basso impatto per migliorare efficienza, qualità e sostenibilità.
La formazione pratica e l’accompagnamento tecnico hanno funzionato da strumenti di empowerment: laboratori, dimostrazioni in campo e tutoraggio agronomico hanno trasferito competenze spendibili nel mercato del lavoro e nella creazione di microimprese rurali.
Tra gli esiti più significativi, sono nate cooperative sociali di tipo B, pensate per dare continuità occupazionale e trasformare l’agricoltura in impresa solidale: produttiva, inclusiva e attenta al territorio.
La terra come spazio di benessere
Il progetto ha adottato una logica di welfare generativo: i beneficiari non sono stati destinatari passivi di aiuti, ma protagonisti di un percorso di crescita. Il contatto con il suolo, le stagioni e i cicli produttivi ha riattivato fiducia, competenze e senso di appartenenza, con ricadute concrete sulla cura dei luoghi e sulla vita comunitaria.
Un’eredità che resta
Sul piano ambientale, l’intervento ha promosso pratiche pro-biodiversità, migliorato la fertilità dei suoli e contribuito a prevenire l’erosione. La rimessa in produzione ha rafforzato il presidio del territorio, incidendo positivamente su paesaggio e gestione delle risorse idriche.
Sul piano economico e sociale, il modello ha attivato reti territoriali tra enti pubblici, imprese agricole e terzo settore, aperto opportunità occupazionali e creato percorsi formativi replicabili in altri contesti. L’esperienza ha tracciato una strada per nuove forme di sviluppo locale integrate e sostenibili.
Il contributo di Rurinnova
Il contributo di Rurinnova ha seguito ideazione e redazione del progetto, supportando la Comunità Montana nella definizione degli obiettivi, nell’architettura tecnico-finanziaria e nella progettazione integrata delle azioni. Abbiamo curato quadro logico, metodologia e strategie di impatto, connettendo innovazione, inclusione e sostenibilità.
Pur non avendo partecipato all’attuazione, abbiamo contribuito a tradurre una visione in un progetto concreto e finanziato, capace di generare valore pubblico e di rafforzare le competenze delle istituzioni locali.
In sintesi: “Una Terra Inclusiva” ha dimostrato che ogni campo recuperato può diventare un pezzo di futuro: un luogo dove lavoro, comunità e ambiente si sono incontrati per restituire senso e prospettiva ai territori delle aree interne.